I 10 migliori creativi del 2017

I 10 migliori creativi del 2017

Tempo di bilanci creativi. L’advertising ha registrato profonde perdite nel 2017, eppure la creatività non si arresta.

Creativi eccellenti, sono diventati delle icone a livello globale, ideando campagne per brand e campagne sociali che hanno superato i confini dell’advertising. Trainatori, inventori, figure di riferimento che cambiano la percezione del mondo che ci circonda, mettendoci su un tapis roulant di idee che possono anche migliorare la nostra vita. 

Di seguito i 10 global leader creativi, i migliori a livello internazionale

1. Suthisak Sucharittanonta

Chief Creative Officer, BBDO Bangkok

Per molti di noi, inventare o salvare vite umane possono sembrare sogni infantili, ma per il creativo Suthisak  Sucharittanonta, sono solo alcune delle cose che fa durante la sua normale giornata lavorativa.

Come direttore creativo della BBDO Bangkok, spesso crea prodotti e applicazioni che migliorano o addirittura possono salvare vite umane.

Il suo team ha ideato AbsorbPlate, un piatto che può assorbire 7 ml di olio, abbattendo circa 30 calorie, mentre The Helpmet è un casco che segnala incidenti automaticamente con un sms, accelerando le fasi di soccorso. Entrambi sono stati creati per la Thai Health Promotion Foundation.

Inizialmente Suthisak Sucharittanonta aspirava a diventare architetto e fotografo, ma ha trovato la sua vocazione di art director e copywriter, prima a Dentsu Tailandia nel 1984 e infine a BBDO Bangkok nel 1998.

Oggi la sua ricerca si concentra nel cercare “soluzioni concrete a problemi esistenti”. “E’ arrivato il momento di uscire dalla zona di confort e fare qualcosa di diverso, qualcosa che nessuno ha mai fatto prima”.

2. Eva Santos

Chief Creative Director, Proximity Spain

La lotta per infrangere gli stereotipi di genere nella pubblicità deve essere affrontata a livello globale e Eva Santos è tra i creativi più dinamici a condurre questa battaglia.

Come direttore creativo di Proximity Spagna, nel 2016 ha creato lo spot per Audi “La Bambola che ha scelto di guidare”, rappresentando una bambola che sceglie di guidare una macchina veloce e sportiva, per dimostrare che la fantasia è neutra e va al di là degli stereotipi di genere. Lo spot è stato visto più di 25 milioni di volte, “Per la prima volta una marca automobilistica ha rotto in modo esplicito gli stereotipi di genere con una formula in grado di influenzare sia il driver di oggi sia quelli di domani,” dice. “E anche cambiando il numero delle donne che scelgono di acquistare un Audi.”

Gli sforzi della Santos per affermare l’uguaglianza di genere vanno ben al di là del suo lavoro ordinario. Attualmente è leader di Proximity’s Worldwide Creative Council, ha anche contribuito a creare #masmujerescreativas, collaborazioni per aprire ulteriori opportunità a donne creative.

3. Naoya Hosokawa

Chief Creative Officer, Drill Tokyo

Come direttore creativo di Dentsu-Drill, Hosokawa è a capo di un team focalizzato sulla realizzazione di esperienze visive e d’impatto per i consumatori. Queste creazioni vanno dal progetto realizzato per Pocari “Lunar Dream Capsule” ad un enorme LED “Warp Cube” per marca di cellulare KDDI Au che ha utilizzato la tecnologia VR per dare alla gente la sensazione di volare intorno al mondo. “La mia filosofia è quella di non limitarmi a risolvere i problemi dei clienti attraverso la creatività, ma anche sfidare me stesso e trovare soluzioni che rendano felici le persone”

Ambizione che coinvolge tutta l’agenzia, proiettata alla realizzazione di “Neuronavi”, una tecnologia creata per il distretto turistico di Atami, che in tempo reale suggerisce percorsi turistici grazie ad un dispositivo che analizza le onde cerebrali per leggere le emozioni, trasferendo tutto ad un app che agisce come una guida turistica. “Il nostro obiettivo è quello di utilizzare questo sistema per i turisti stranieri durante le Olimpiadi di Tokyo, nel 2020.”

4. ANA e Hermeti Balarin

Chief Creative Officer, Mercado McCann

Gli esplosivi Balarin hanno consolidato la loro leadership diventando partener a tutti gli effetti della Mother London. Hanno creato un  nuovo modo di comunicare Moneysupermarket.com, Ikea e KFC e contemporaneamente dando all’agenzia un’identità ben precisa. Non possiamo non menzionare il gigantesco seno gonfiabile posizionato sul tetto del Shoreditch, per iniziare una campagna sull’allattamento al seno, argomento trattato  per la prima volta nel Regno Unito.

5.Tereza Sverakova

Chief Creative Officer, Y&R Praga

Da quando, più di tre anni fa, è diventata direttore creativo presso Y&R Praga, Sverakova ha intrapreso la guerra personale contro “i messaggi vuoti ed inutili” che snaturano i brand.

“Se possiamo incoraggiare i nostri clienti a sostenere temi significativi, dando un senso ed uno scopo più profondo a quello che facciamo, allora possiamo cambiare il modo in cui il mondo vede il nostro settore”, afferma. Quest’approccio ai brand ed al modo di comunicarli ha dato i suoi frutti, in particolare lo scorso anno, quando Y&R Praga ha vinto numerosi premi, tra cui sette Cannes Lions in tre categorie. Commuovente il lavoro per l’UNHCR, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati, con il quale l’agenzia ha vinto cinque leoni.

Consapevole del fatto che nella Repubblica Ceca “le possibilità di lavorare su grandi progetti di glamour è quasi inesistente,” Sverakova mira a dimostrare che “anche con un numero limitato di opportunità e in un ambiente in cui devi improvvisare, è possibile creare campagne memorabili “.

6. Ant Keogh

Chief Creative Officer, Clemenger BBDO Melbourne

Keogh è entrato a far parte di Clemenger BBDO oltre dieci anni fa e ha lavorato a campagne molto discusse che vanno da “The Boys” di Bonds Underwear (con due uomini come esilaranti testicoli antropomorfizzati) a una serie di campagne di sicurezza stradale per the Victorian Transport Accident Commission.

Il suo approccio è da sempre basato sulla premessa che “le persone normali odiano la pubblicità”, per questo motivo “bisogna ideare un messaggio di vendita in modo onesto, che non parli o tratti il cliente come un idiota”.

Questa missione non è cambiata, e in effetti le opportunità di sperimentare sono solo aumentate. “Adesso ancora di più dobbiamo impegnarci”, dice. “Oggi ci sono così tante leve che bisogna concentrarsi non solo a comunicare, ma ad essere utile per qualcuno, spesso in un modo interattivo e pratico”.

7. Josefine Richards

Direttore creativo, Ingo Stoccolma

Richards ha lavorato con Gray Group dal 2006 ed è stata nominata direttore creativo di Ingo, un’agenzia di Stoccolma che si trova a cavallo delle reti di agenzie Gray e Ogilvy del gruppo WPP, nel 2016.

Pilastro della sua carriera recente sono le campagne dell’agenzia per Lidl, che dimostrano la qualità del supermercato discount tedesco verso i consumatori svedesi scettici.

Per Richards, la pubblicità di successo si riduce a una cosa: “I consumatori vogliono la verità e vogliono che venga raccontata in modo trasparente”, dice. “A volte può essere scomodo, a volte potrebbe farti ridere e qualche volta potrebbe anche far male”.

8. Bas Korsten

Executive Creative Director, JWT Amsterdam

JWT Amsterdam ha vinto 16 Lions (tra cui due Grand Prix) a Cannes per “The Next Rembrandt” grazie a Bas Korsten, un progetto guidato dall’IA e sponsorizzato dalla società olandese di servizi finanziari ING.

“Ora, più che mai, dobbiamo fare qualche passo indietro e mettere al centro i problemi e le necessità dei clienti”.

Un esempio chiave è il recente progetto favorito da Korsten, “School for Justice”, una campagna straziante che mette in evidenza gli sforzi compiuti da un’organizzazione di diritti sociali di Mumbai Free A Girl Movement per frenare la piaga dei lavoratori minorenni del sesso. “Sono entusiasta di partecipare ad un progetto di tale importanza, perché possiamo davvero fare la differenza nella vita di queste ragazze coraggiose, riguardo a un problema così radicato come la prostituzione infantile in India”.

Il lavoro di Korsten non è sempre “tradizionale”, e il suo approccio duale lo pone come un maestro della pubblicità narrativa, rendendolo da sempre un pioniere dello storytelling.

9. Richard Brim

Chief Creative Officer, Adam&EveDDB

Come direttore creativo in una delle agenzie più premiate del mondo, Richard Brim non ha paura di fare un po’ di critica costruttiva all’industria pubblicitaria.

È stato soprannominato “il direttore creativo del popolo”, ma il suo atteggiamento pacato non deve ingannarci.

Brim ha prodotto lavori pluripremiati per McDonald’s, Google, Volkswagen, Kellogg’s, John Lewis e Harvey Nichols, e la pubblicità “Shoplifters” vincitrice del Grand Prix di Cannes, apparsa di recente nel sequel del film di Danny Boyle Trainspotting.

Sostiene la lunga vita della pubblicità, respingendo con forza le nere previsioni di chi ha già decretato la morte dell’advertising classico, “Un annuncio brillante di due minuti o di 30 secondi, o anche un poster, può avere ancora grande impatto”, dice. “Non vedo nulla di morto, ma solo opportunità con cui giocare”.

10. Shane Ogilvie

Co-fondatore, The Garden (Toronto)

Ogilvie ha lavorato nelle più grandi agenzie del Canada, da DDB a Gray, ma si è presto stancato dell’approccio tradizionale utilizzato in questi grandi colossi. Ha detto di aver sviluppato un “senso di frustrazione”, verso quell’apatica tendenza ad applicare “le stesse vecchie tattiche e lo stesso approccio ad un mondo in continua evoluzione”.

Nel 2014, ha co-fondato con Shari Walczak, The Garden North America – un negozio creativo che si concentra sull’esigenze dei clienti dall’inizio alla fine.

Sotto la guida creativa di Ogilvie, l’agenzia ha collaborato con il marchio lifestyle Roots, per celebrare il 150esimo compleanno del Canada con una campagna molto intelligente: “Be Nice”. Giocando sugli stereotipi canadesi, la campagna si focalizza sugli eventi storici della storia della nazione, tra cui il primo giocatore di hockey nero della NHL, Willie O’Ree, e la legalizzazione del matrimonio omosessuale nel 2003.

The Garden ha anche inviato un messaggio simpatico ai suoi vicini con una campagna educatamente anti-trumpiana intitolata “Tell America It’s Great,” dove i canadesi si congratulano con gli Stati Uniti per le loro scelte.

Fonti Adweek, campaign.co.uk

 

Chiara Menido

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