Napoli e Mars: la pubblicità in dialetto

Napoli e Mars: la pubblicità in dialetto

Sono appena finite le vacanze di Natale e come sempre l’Epifania tutte le feste si porta via. Almeno restano i dolci delle calze a consolarci, soprattutto i Mars e M&M, sicuramente i più usati tra i napoletani.

Mars Incorporated ha provveduto a tappezzare le vie di Napoli con cartelloni pubblicitari in lingua napoletana.

L’utilizzo del dialetto nelle campagne pubblicitarie non è una moda recente e passeggera, ma una tendenza utilizzata da molto tempo, basti pensare che la prima campagna territoriale della Mars è stata nel 2004.

Questa tendenza si è consolidata e diffusa in quello che in gergo si chiama Glocal Marketing, basato sul concetto di glocalizzazione: “think global, act local”.

I brand, grandi e piccoli, devono considerare le esigenze locali, sfruttando le caratteristiche che ogni realtà ci rimenda. 

Il dialetto è solo una delle leve per mettere il cliente al centro della comunicazione come individuo, considerando le attitudini, le preferenze e le peculiarità per sviluppare una strategia di marketing coerente e vincente. Una campagna pubblicitaria del genere avvicina i consumatori al prodotto molto più che una campagna ordinaria, inoltre riesce a fidelizzarlo grazie all’appartenenza ad una nicchia, nella quale si riconosce e riesce ad interagire grazie ai social.

La comunicazione diventa un gioco divertente se utilizza tutte le sue sfumature e nel caso Mars ci consente di capire l’importanza della diversificazione culturale nella formulazione del messaggio pubblicitario.

Il consiglio, però, è quello di informarsi bene prima di scrivere una pubblicità in dialetto. Mars ha infatti commesso gravi errori di ortografia, cosa non ammissibile da una multinazionale di tale calibro, soprattutto ora che il Napoletano è riconosciuto dall’Unesco come una lingua.

Chiara Menido

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